
Stipendio pulizie in Italia: quanto si guadagna davvero
15 settembre 2026 · 6 min di lettura
Tra annunci vaghi, part time spezzati e buste paga difficili da leggere, capire quanto si guadagna davvero nelle pulizie non è semplice. Il punto di partenza serio non è la voce di corridoio: sono il livello contrattuale, le ore fatte e il contratto applicato.
La domanda vera non è solo “quanto prende un addetto alle pulizie?”. La domanda giusta è: con quale contratto, a che livello, con quante ore e con quanta esperienza? Nel cleaning italiano la differenza si gioca tutta qui. Due persone che fanno entrambe pulizie possono avere importi mensili molto diversi, anche se lavorano bene tutte e due.
Per restare sui dati reali, conviene partire dai minimi contrattuali ufficiali. Nel settore più diffuso, cioè quello delle imprese di pulizia e multiservizi, il rinnovo contrattuale ha previsto aumenti a tappe tra il 2025 e il 2029. Questo significa che oggi non basta ricordarsi una cifra sentita un anno fa: bisogna guardare la data aggiornata della tabella.
Il primo punto: il livello conta più delle impressioni
Nel CCNL imprese di pulizia e multiservizi i minimi mensili di base cambiano per livello e per data. Dal 1° ottobre 2026, a tempo pieno, la paga base lorda (minimo tabellare più indennità di contingenza) è di 1.328,50 euro al livello 1, 1.403,17 euro al livello 2, 1.452,13 euro al livello 2 parametro 115, 1.478,05 euro al livello 3, 1.561,70 euro al livello 4, 1.660,61 euro al livello 5, 1.944,23 euro al livello 6 e 2.171,78 euro al livello 7; i quadri arrivano a 2.326,78 euro. A tutti i livelli si aggiungono 10,33 euro al mese di elemento distinto della retribuzione (EDR), e ai quadri anche 25,82 euro di indennità di funzione. Per confronto, con le tabelle di luglio 2025 si partiva da 1.264,28 euro al livello 1 e si arrivava a 1.832,49 euro al livello 6. Questi importi sono i minimi contrattuali di base, non il netto in tasca.
Tradotto in linguaggio semplice: chi fa attività più semplici e ripetitive tende a stare sui livelli bassi; chi coordina persone, usa competenze più avanzate o ha responsabilità operative maggiori sale di livello. Per questo parlare di “stipendio medio” senza dire il livello serve a poco.
C’è poi un altro dettaglio che molti sottovalutano: il contratto distingue anche tra profili e parametri diversi nello stesso livello. Quindi due lavoratori che dicono entrambi “sono di secondo livello” potrebbero comunque non avere la stessa base.
Quanto cambia con l’esperienza
L’esperienza non alza lo stipendio in automatico solo perché “sei bravo”. Di solito incide in tre modi concreti. Il primo è il passaggio a mansioni migliori, quindi a un livello più alto. Il secondo è l’anzianità prevista dal contratto. Il terzo è la possibilità di ottenere più ore, turni più stabili o lavori meno frammentati.
Nel multiservizi, per gli operai è prevista un’anzianità forfettaria di settore dopo 48 mesi di anzianità nel settore senza interruzione del rapporto, fatti salvi i passaggi di appalto. Non è un dettaglio da poco: nel cleaning gli appalti cambiano spesso, e capire se quell’anzianità è stata riconosciuta correttamente fa una differenza reale in busta.
Facciamo un esempio semplice. Un addetto appena entrato, con poche ore la mattina presto e poche ore la sera, può avere una busta molto leggera anche se il livello è corretto. Una persona con più anni nel settore, stessa azienda o stesso appalto mantenuto, più ore settimanali e magari compiti di riferimento sul cantiere, quasi sempre guadagna di più non per magia, ma perché si sommano livello, anzianità e organizzazione del lavoro.
Le situazioni più comuni sul campo
- Ingresso base: spesso part time, livello iniziale, poche ore distribuite su più fasce della giornata.
- Operatore con esperienza: più autonomia, macchinari, chiavi, apertura o chiusura cantiere, più continuità di ore.
- Capo squadra o figura di riferimento: coordinamento del gruppo, controllo del lavoro, contatto con referente del sito, livello più alto.
Il punto che fa davvero la differenza: part time o full time
Nel cleaning italiano il problema non è solo la paga oraria o il minimo mensile. Il problema, spesso, è il numero di ore contrattuali. Il contratto multiservizi usa come divisore orario 173 e prevede un orario normale di 40 ore settimanali. Ma nella realtà tante persone lavorano part time, a volte con turni spezzati.
Qui nasce la distanza tra cifra “da tabella” e soldi reali a fine mese. Se una base lorda mensile è riferita al tempo pieno, chi lavora 20 ore settimanali avrà in pratica circa metà di quella base, prima di aggiunte o trattenute. Ecco perché qualcuno dice “nelle pulizie si prende 1.400” e qualcun altro risponde “magari”: magari sì, ma solo se il monte ore è quello giusto.
Conta anche quando lavori. Il contratto prevede maggiorazioni per lavoro supplementare, straordinario, notturno e festivo. Quindi due buste dello stesso livello possono cambiare parecchio da un mese all’altro se entrano domeniche, notti o ore extra. Però queste voci non vanno confuse con la paga base: sono aggiunte legate al tipo di turno.
Non esiste solo il multiservizi: attenzione al contratto applicato
Molti quando parlano di stipendi nelle pulizie pensano subito al multiservizi, ma non è l’unico contratto del settore. Per esempio esiste anche il contratto delle imprese di pulizia artigiane, con tabelle proprie. Al 1° gennaio 2026, la retribuzione tabellare va da 1.257,07 euro del livello 6 fino a 1.662,00 euro del livello 1. Anche qui il messaggio è chiaro: prima di confrontare gli stipendi bisogna verificare quale CCNL è scritto nella lettera di assunzione o in busta paga.
Questo è importante anche per i piccoli imprenditori. Se vuoi capire quanto costa davvero inserire una persona, non basta guardare il netto che prenderà. Le tabelle del Ministero del Lavoro mostrano il costo medio orario del personale per le imprese di pulizia e multiservizi, distinto per livello e con aggiornamenti in più date. È uno strumento utile per farsi un’idea più realistica del costo del lavoro oltre la sola paga base.
Cosa controllare subito quando vuoi capire se la paga è corretta
- Il CCNL applicato: multiservizi, artigiane o altro.
- Il livello e l’eventuale parametro indicato.
- Le ore settimanali previste dal contratto.
- Se ci sono supplementari, straordinari, notturni o festivi.
- Se l’anzianità di settore è stata riconosciuta quando dovuta.
- Se stai guardando il lordo o il netto.
Quindi, quanto si guadagna davvero oggi nel cleaning in Italia?
La risposta onesta è questa: nel settore cleaning in Italia oggi non c’è una cifra unica buona per tutti. Nei contratti più usati, i minimi lordi mensili full time stanno in una forbice che cambia molto in base al livello. Nelle pulizie e multiservizi, con le tabelle in vigore dal 1° ottobre 2026, si va da circa 1.330 euro lordi per gli ingressi più bassi a poco meno di 1.950 euro al livello 6, e si superano i 2.000 euro solo al livello 7 e per i quadri. Nel mezzo ci sono molte situazioni reali che si concentrano sui livelli operativi centrali, ma il risultato finale dipende soprattutto da ore, turni ed esperienza.
Se lavori nel settore, la cosa più utile non è confrontarti con la cifra detta da un amico. È imparare a leggere tre righe della tua busta: contratto, livello, ore. Se gestisci una piccola impresa, la cosa più utile è non promettere numeri generici: chiarisci sempre se stai parlando di lordo, netto, part time o full time. Nel cleaning la confusione sugli stipendi nasce quasi sempre lì.
E c’è un ultimo punto pratico. Quando hai un dubbio su inquadramento, scatti, cambi appalto o voci particolari in busta, non fidarti delle frasi sentite nello spogliatoio o nel gruppo WhatsApp. I contratti e le tabelle ufficiali esistono proprio per questo. Per i casi specifici, soprattutto se c’è da verificare un obbligo o un diritto preciso, conviene farsi aiutare da un consulente del lavoro, da un sindacato o da una fonte ufficiale.
- Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali - Tabelle operai 2025-2029 imprese esercenti servizi di pulizia
- Filcams CGIL - CCNL Imprese di Pulizia e Multiservizi
- Filcams CGIL - CCNL Imprese di Pulizia Artigiane
- Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali - Norme e contratti collettivi - Archivio CNEL